Ann-Christine Woehrl - IN/VISIBLE


 

ORARIO AGGIORNATO: Visita guidata della mostra con l’autore Sabato 25 Ottobre, ore 15.00 – Ex Chiesa di San Cristoforo, Via Fanfulla 14, Lodi. MAPPA

Sono le loro cicatrici che attirano l’attenzione. Sono fissate senza discrezione o vengono ignorate completamente. Alcune persone distolgono immediatamente lo sguardo sentendosi a disagio o cercando di dimenticare quello che hanno visto. È più facile per una società ignorare coloro che sono diversi e quindi renderli invisibili. Tuttavia, non sono solo le cicatrici vistose di cui soffrono i superstiti di incendi o di aggressioni con acido. Sono le reazioni della gente alla loro vista che le confinano ai margini della società. Ogni anno si registrano circa 1500 casi di aggressione con acido a livello mondiale. I sopravvissuti spesso non osano denunciare il colpevole alla polizia, in quanto vi dipendono economicamente. Quindi, si presume che il numero di aggressioni non registrate sia significativamente superiore. È di gran lunga più difficile definire il numero di coloro che si danno fuoco con il cherosene o di coloro che cercano di suicidarsi per fuggire da una vita vergognosa fatta di abusi e repressioni da parte di mariti o suoceri.

Tali aggressioni sono mascherate da incidenti domestici. Sebbene non si possano attribuire tutte le aggressioni con acido e fuoco ad un solo paese, ad una sola religione o ad una sola società, è innegabile il fatto che la maggior parte delle vittime siano donne: questo è un dettaglio che non può essere trascurato.

Le ragioni degli attacchi nascono da gelosie generate a causa di avance o proposte matrimoniali rifiutate, controversie a proposito di terre o doti matrimoniali troppo esigue, cosa che spesso accade in Bangladesh, India o Nepal. Gli aggressori possono essere mogli gelose, ex amanti, suocere, ma nella maggior parte dei casi sono uomini. In modo particolare, le aggressioni con l’acido vengono commesse quando i molestatori vogliono raggiungere un certo obiettivo. Mirano soprattutto al viso o alle parti genitali delle vittime, con l’intenzione di sfigurare la ragazza o la donna, così da rovinare la loro bellezza e la loro femminilità.

Questo atteggiamento riflette la posizione delle donne in alcune società. Una donna è soltanto oggetto di possesso ed è considerata come tale anche attraverso il gesto dell’ attacco, che ripristina l’autostima dell’ uomo. Mentre la maggior parte dei colpevoli cammina liberamente per le strade, i sopravvissuti alle aggressioni con acido o con fuoco sono costretti a convivere per tutta la con le ferite del corpo e dell’ anima.

Per il suo progetto “IN/VISIBLE” Ann-Christine Woehrl ha visitato l’India, il Pakistan, il Bangladesh, l’Uganda, il Nepal e la Cambogia. In ogni paese, la fotografa ha ritratto e intervistato le donne sopravvissute alle aggressioni con acido o con fuoco e ha seguito una donna in particolare durante un lungo lasso di tempo, per poi raccontarne la storia in un documentario approfondito. Per questa mostra ha scelto le storie di quattro donne provenienti da quattro stati differenti: Neehaari dall’India, Flavia dall’Uganda, Nusrat dal Pakistan e Renuka dal Nepal.

Ann-Christine Woehrl ha voluto catturare i momenti della loro vita quotidiana, la loro volontà di sopravvivere e tornare alla normalità, attraverso momenti di disperazione, alternati a gioia e felicità. Ha voluto dar loro la possibilità di presentare se stesse come delle persone, andando oltre lo stereotipo che la società ha cucito loro addosso, rendendole nuovamente visibili agli occhi del mondo.

foto_invisibleIl progetto è stato emotivamente difficile per le donne sopravvissute e per la stessa Ann-Christine Woehrl. Anche avendo a che fare con questi temi, ci sono momenti in cui una persona ne viene sopraffatta. Non è tanto il loro aspetto fisico, ma la fragilità di alcuni superstiti che lascia inermi e senza parole.

A volte non è stato facile per i sopravvissuti parlare del momento che ha cambiato le loro vite per sempre. I ricordi riportano in vita immagini angoscianti. Nonostante ciò, le donne si sono fidate della fotografa e hanno raccontato le loro storie con notevole franchezza. E ci sono stati momenti che hanno dato ad Ann la motivazione e la forza di continuare questo progetto. Come quando, per esempio, è andata in India per accompagnare Neehaari per dieci anni. La venticinquenne si è sentita trattata come una persona e non solo come una vittima. Un giorno si è tolta il velo, che indossava sempre in pubblico per proteggersi dagli occhi indiscreti e ha detto: “Questo è il giorno della mia indipendenza. Non voglio più nascondermi”.

Laura Salm-Reifferscheidt

Sito internet del libro IN/VISIBLE: http://edition.lammerhuber.at/buecher/in-visible  

Ann-Christine Woehrl

foto_woehrlAnn-Christine Woehrl è una fotografa freelance franco-tedesca, nata nel 1975 che vive a Monaco, in Germania. Durante i suoi studi di fotografia a Parigi, ha svolto uno stage presso Magnum Photos e ha lavorato per i fotogiornalisti David Turnley e Reza, frequentando inoltre gli workshop Missouri e Eddie Adams.

Il suo lavoro si occupa di documentare situazioni della vita quotidiana di persone e comunità messe alla prova dall’ambiente sociale, culturale e religioso in cui vivono. Fino ad ora ha lavorato principalmente in America Latina, in Africa e in India, ponendo grande attenzione sulle questioni delle donne e della religione, su temi come la questione femminile a Cuba, le donne prigioniere in Colombia, le suore buddiste e le prostitute sacre in India. Alcune delle sue storie sono state pubblicate in libri e le sue immagini sono state esposte in occasione di varie mostre in Europa e Sud America. Il suo progetto “Benin – la culla del rito Voodoo” è stato pubblicato dalla rivista tedesca Terra Magica nel 2011. Per il suo progetto corrente “IN/VISIBLE”, riguardante le donne sfigurate dall’acido, ha ricevuto un riconoscimento dalla fondazione tedesca VG Bild-Kunst/Stiftung Kulturwerk, a supporto della continuazione dello stesso. Inoltre le sono stati assegnati numerosi riconoscimenti ed è stata selezionata per Descubrimientos al Photo España a Madrid ed è stata nominata nella rosa dei candidati per il Terry O’Neill Tag Award 2012.

Sito personale: www.ann-christine-woehrl.com