Robin Hammond - Condemned


 

Sede del Gruppo Fotografico Progetto Immagine – via Vistarini, 30.

Condemned –  salute mentale nei paesi Africani in crisi

Una volta, per breve tempo, sono stato incatenato. In pochi minuti il bracciale di metallo freddo stava sfregando la pelle intorno alle caviglie. Quanti milioni di persone prima di me si sono sorprese da quanto velocemente questi oggetti metallici tagliano? Per la prima volta ho capito quanto ho apprezzato la libertà che avevo dato per scontato per tutta la mia vita.

Molte delle persone in questa mostra non hanno mai conosciuto quel senso di libertà. Le società e le istituzioni in cui vivono li hanno condannati a vivere in catene. Il loro crimine era di avere una disabilità mentale in paesi in guerra, in famiglie in cerca di rifugio, o in stati devastati da avidità e corruzione.

Le restrizioni non sono sempre fisiche: discriminazione, abbandono e la mancanza o l’assenza di politiche per aiutare quelli con disabilità mentale possono essere altrettanto dannose.

La sofferenza può essere sopportata dove esiste la speranza. Sapevo che sarei stato rilasciato dalle mie catene, che alla fine la mia libertà sarebbe tornata. Purtroppo, per le tante persone che ho incontrato con disabilità mentale, c’è poca speranza. La carenza di persone: politici, capi di istituti psichiatrici, volontari, attivisti dei diritti umani, capi religiosi, disposti ad agire su questo tema, mi ha dato molta frustrazione. La parte più triste del fare questo lavoro è sapere che se si va nei luoghi dove ho incontrato queste persone, loro saranno ancora lì, stesse catene intorno alle loro caviglie, stessi incubi che li svegliano di notte, sempre che non siano morti.

Molte persone incarcerate e trascurate con disabilità mentali sono in grado di articolare le loro sofferenze. Eppure essi non sono autorizzati a parlare per se stessi – dopo tutto, sono “pazzi”.

La vera follia, però, è che le persone con la libertà e il potere, permettano che la loro sofferenza continui.

 

Robin Hammond

Vincitore di quattro Amnesty International Awards for Human Rights Journalism, Robin Hammond ha dedicato la sua carriera a documentare i diritti umani e problemi di sviluppo nel mondo attraverso progetti fotografici a lungo termine.

Nel 2011 Hammond ha vinto il premio Carmignac Gestion di Fotogiornalismo, che gli ha permesso di continuare a documentare la vita in Zimbabwe sotto il governo di Robert Mugabe. Il lavoro è culminato in una mostra a Parigi e la pubblicazione del suo primo libro “ Your Wounds Will Be Named Silence”.

Il lavoro continuò ad essere esposto a Le Recontres in Arles, in Francia nel mese di luglio 2013 e a Milano, Roma, Colonia e fu pubblicato sulla rivista National Geographic.

Nel 2013 ha vinto il premio FotoEvidence Book che porterà alla pubblicazione del suo progetto a lungo termine sulla salute mentale in Africa, Condemned.

Lo stesso lavoro è stato esposto nel Settembre 2012 al Festival di Fotogiornalismo Visa Pour l’Image di Perpignan.
Nel 2013 verrà esposto a New York, in Italia e in Belgio.

Nato in Nuova Zelanda, Robin ha vissuto in Giappone, Regno Unito e Sud Africa.
Attualmente risiede a Parigi.

Sito personale: www.robinhammond.co.uk